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Sì all’estensione delle detrazioni fiscali del 65% al consolidamento sismico degli edifici: nei giorni scorsi la Commissione ambiente della Camera, presieduta dall’on. Ermete Realacci, ha annunciato l’intenzione di voler chiedere al Governo l’allargamento del bonus fiscale alle azioni di consolidamento sismico, tramite un apposito emendamento alla Legge di stabilità 2015. L’ok scaturisce dalla richiesta espressamente avanzata nei giorni scorsi da Unicmi (Unione nazionale delle industrie delle costruzioni metalliche, dell’involucro e dei serramenti) e Isi (Ingegneria sismica Italiana) lo scorso 27 ottobre. La Commissione ha annunciato di voler inserire anche un emendamento che affronti il tema degli interventi che non riguardano un solo appartamento, bensì i fabbricati interi.

Commentando positivamente l’iniziativa della Commissione, Unicmi e Isi hanno però sottolineato come sia fondamentale assicurare uno spazio temporale di almeno un triennio ai cittadini, agli amministratori di condominio e alle industrie, per accedere ai bonus sismica. Ciò anche in virtù di quanto indicato dalla Legge n. 90 del 3 agosto 2013, che indica che per gli interventi di miglioramento e adeguamento antisismico vengano adottati “incentivi selettivi e di carattere strutturale”, cioè su un periodo temporale di ampio respiro, non certo di un anno. La ragione principale del “carattere strutturale” richiamato dalla Legge 90 è infatti quello di intensificare in maniera decisiva la politica di prevenzione contro il rischio sismico.

C’è da considerare, del resto, che rispetto agli altri interventi edilizi agevolati dai bonus fiscali, quelli legati all’antisismica prevedono passaggi tecnici molto più complessi: determinazione della “classificazione sismica” nello stato attuale del fabbricato, progettazione degli interventi antisismici, determinazione della nuova “classificazione sismica” che tenga conto degli interventi antisismici progettati, realizzazione degli interventi.

Invitando ministero delle Infrastrutture e commissioni parlamentari a considerare l’emendamento alla Legge di stabilità 2015, Unicmi e Isi avevano messo in luce come allo stato attuale, l’operatività dei bonus “antisismica” è stata pressoché nulla a causa della mancanza di una circolare applicativa. Di conseguenza non c’è stato ancora alcun beneficio concreto dal bonus sismico, né sulla messa in sicurezza dai rischi sismici di una quota importante del patrimonio immobiliare italiano, né in termini di ricadute economiche che sono attese da parte delle aziende italiane specializzate nella produzione di dispositivi antisismici, sulle quali – ricordano le due associazioni – pesa ancora lo stato non risolto di crisi del sistema edilizio nazionale.

Fonte: http://www.ingegneri.info/

By |2017-01-31T17:53:15+00:00novembre 17th, 2014|News|