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La possibilità di usufruire del bonus fiscale per le ristrutturazioni è stata estesa fino al 31 dicembre 2016.

Il bonus consiste nella possibilità di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) il 50% delle spese sostenute per ristrutturare le abitazioni o le parti comuni dei condomini. Il limite massimo delle spese ammissibili alla detrazione è di 96 000€ e il rimborso avviene in 10 anni.

La detrazione al 50% è stata prorogata dalla legge di stabilità per il 2016, in assenza della quale la detrazione sarebbe scesa al 36%.

Chi può accedere alla detrazione

Possono accedere alla detrazione tutti i contribuenti IRPEF anche se non risiedono in Italia.

Per richiedere la detrazione non è necessario essere il proprietario dell’immobile; possono infatti fare domanda anche gli inquilini, i comodatari, i familiari conviventi del possessore e anche i promissari acquirenti che dispongono dell’immobile dopo avere registrato un compromesso.

La detrazione inoltre può anche essere venduta, cioè, dopo la vendita dell’immobile ristrutturato, il venditore può scegliere se continuare a usufruire della detrazione o se trasferire il diritto al compratore.

Quali sono gli interventi ammessi

La detrazione IRPEF al 50% per le spese sostenute entro il 31/12/2016 spetta ai seguenti interventi:

  • manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale;
  • manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;
  • ricostruzione o ripristino degli immobili danneggiati dalle calamità naturali, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • acquisto e costruzione di box e posti auto pertinenziali;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • installazione di dispositivi anti-intrusione;
  • cablatura e riduzione dell’inquinamento acustico;
  • acquisto e installazione di impianti fotovoltaici;
  • messa in sicurezza dal punto di vista sismico;
  • bonifica dall’amianto;
  • installazione di sistemi anti-infortunio.

Sono inoltre detraibili al 50% anche le spese, fino a 96 mila euro, per l’acquisto di edifici residenziali ristrutturati dalle imprese di costruzione. Per ottenere il bonus l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dalla fine dei lavori, che devono aver coinvolto l’intero edificio. L’acquirente deve calcolare la detrazione, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita.

La detrazione copre infine le spese per la progettazione degli interventi, l’acquisto dei materiali, le prestazioni dei professionisti coinvolti nei lavori, le perizie, i sopralluoghi, le imposte, la messa a norma degli edifici, il rilascio di autorizzazioni e gli oneri di urbanizzazione.

Cosa fare per ottenere la detrazione

Prima di iniziare i lavori è necessario dotarsi delle autorizzazione o dei permessi richiesti.

Nel caso in cui sia necessario un piano di sicurezza e coordinamento (cioè se in cantiere interviene più di un’impresa) si deve inviare comunicazione preventiva alla  ASL competente.

I lavori sulle parti condominiali comuni devono essere approvati da un’assemblea.

I pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale e nel pagamento bisogna citare la norma che prevede la detrazione fiscale (articolo 16-bis del Dpr 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita Iva dell’impresa che realizza i lavori.

Dopo aver effettuato gli interventi, nella dichiarazione dei redditi bisogna indicare i dati catastali identificativi dell’immobile.

È infine necessario conservare una serie di documenti, che l’Agenzia delle Entrate può richiedere a titolo di controllo e verifica:

  • titoli abilitativi necessari per lo svolgimento dei lavori;
  • domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili (Ici-Imu), se dovuta;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
  • in caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore;
  • comunicazione preventiva alla Asl (se prevista dalle norme sulla sicurezza dei cantieri);
  • fatture e ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute;
  • ricevute dei bonifici di pagamento.

Fonte: www.edilportale.com

By |2017-01-31T17:54:33+00:00gennaio 28th, 2016|News|